Le e-mail: come piccioni viaggiatori

L’esigenza di comunicare con professori universitari o supervisori di tirocinio, mi hanno spinto ad utilizzare le e-mail come mezzo di comunicazione.

Nel mio percorso universitario le e-mail hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora per me un potentissimo, utilissimo e fedelissimo mezzo di comunicazione.

Le trovo molto utili per comunicare velocemente e gratuitamente con tutti da qualsiasi parte del mondo o del globo in cui ci si trova, senza avere dei limiti nel numero, nel prezzo o nel contenuto.

Utilizzo anche gli allegati per mandare documenti, in maniera rapida e veloce in qualsiasi parte si trovi il destinatario della posta.

Mi piace comunicare con le e-mail perchè mi permettono non soltanto di scambiare informazioni, in maniera rapida, ma perchè mi racconto e comunico qualcosa di me stessa, esprimendo anche sensazioni e i miei stati d’animo.

Credo però che la grande potenzialità di questo mezzo di comunicazione risieda nel fatto che possiede innumerevoli vantaggi come la gratuità ela velocità, altro aspetto che considero da non sottovalutare è la sinteticità e l’efficacia del modo con cui veicolano un messaggio.

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Le animazioni: un modo personale di esprimersi

Nella scrittura delle e-mail apprezzo e utilizzo in modo particolare gli smiles,  che permettono senza troppe parole e in maniera chiara , diretta e universale di esprimere un messaggio che sia comprensibile da tutti indipentemente dalla lingua o dalla cultura di origine.

 Spesso inserisco nelle e-mail che uso con gli amici, utilizzo l’animazione di un cagnolino al posto della firma perchè i miei amici per il mio carattere fedele , obbediente ma anche un po’ testarda, mi paragonano ad un animale: il cane.

Queste animazioni le scarico da siti internet gratuiti come ad esempio dal sito:

http://www.boorp.com/gif.php

Mentre gli emoticons li prendo dal sito:

http://emoticons.calshop.biz/

Ecco alcuni esempi di emoticons (un pipistrello):

Trovo le animazioni un modo per comunicare fantastico e a dir poco sensazionale!

Attraverso gli smile sono in grado di esprimere un sentimento, un’emozione o uno stato d’animo momentaneo, senza avere difficoltà giuste per esprimere quello che vorrei dire!

Sono ottimi strumenti che riflettono in maniera fedele il mio stato d’animo.

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Tutti pazzi per il cellulare! Amore a prima vista!

 

Il mio rapporto con il cellulare non è come quello che ho con il computer perchè è un rapporto un po’ più armonico, chiaro e lineare e molto meno altalenante, più bilanciato.

Esso infatti non è fatto di periodi di alti e bassi , chiari  scuri , e non è così  instabile o volubile e a tratti molto incerto, come invece lo è il mio rapporto con il pc.

Non possiedo un i phon o uno smart phone e non credo di avere con il cellulare un rapporto di simbiosi.

Mi piace usare il cellulare per comunicare brevemente con le persone a cui tengo di più o comunque che reputo importanti nella mia vita, per sms sento anche le amiche per mettermi d’accordo o più semplicemente per mantenere i contatti con loro poichè non le posso vedere o sentire spesso.

Ad esempio, tramite sms, mantengo contatti con amiche del mare che abitano in Emilia Romagna.

Utilizzo poco il cellulare per chiamare, perchè preferisco usarlo per mandare sms.

Trovo gli sms una forma di comunicazione pazzesca! 

Guardando all’uso del cellulare con occhio attento e vigile, penso che gli sms possono lasciare il posto ad alcune ambiguità o incertezze o incomprensioni che a mio avviso e a lungo andare, se non vengono chiarite, possono destabilizzare i rapporti.

Ho cambiato diversi cellulari, per vari motivi: i primi li ho cambiati per la batteria mentre gli ultimi per motivi di scarsa funzionalità.

Il mio primo cellulare l’ho ricevuto in prima superiore, lo ricordo ancora era grosso eazzurro.

Poteva essere utilizzato anche per mandare sms ,  ma io lo usavo solo per chiamare.

Pian piano, ho cambiato diversi cellulari e ho inziato ad usare sms usando e sperimentando diversi sistemi di scrittura.

Ora sono abituata ad usare il T9 e, quando mi trovo a dover mandare degli sms dal telefono di mia madre, che non possiede questo sistema di scrittura,  impiego un sacco di tempo per scrivere poche parole.

Credo che gli sms abbiano modificato anche la nostra percezione del tempo, se aspettiamo un sms da una persona a cui teniamo e, la  risposta arriva dopo qualche minuto, ci sembra sia passata un’eternità.

Ero particolarmente legata al cellulare che possedevo prima . Non perché fosse nuovo, all’ultimo grido o l’ultimo modello appena uscito, ma più semplicemente perchè era un regalo di mio padre.

 Ho la mania degli sms e mi piacciono così tanto che vorrei conservarli tutti, purtroppo però  a volte mi vedo costretta a cancellarli per mancanza di memoria.

Mi piace molto anche fare foto dal cellulare ma non amo scaricare e ascolatare  musica da esso .

Altra cosa che mi piace fare è cambiare spesso gli screensaver , per rendere il telefono un po’ più vicino alla mia personalità e ai miei stati d’animo del momento.

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Io e il mondo dei social network … due universi paralleli

 

 Alle superiori odiavo ogni forma di interazione umana che non fosse “face to face” .

Il mondo dei social network è sempre stato, a differenza degli altri ragazzi della mia età, che lo usano quotidianamente per comunicare ,un po’ incomprensibile e indecifrabilmente misterioso:

Fino a poco tempo, le persone che usavano social network erano considerati da me  essere un po’  misteriosi..

Ora, trovandomi in un ambiente universitario ho ripensato in maniera critica alla funzione e all’utilizzo dei social network, che non sono poi così diversi dalla comunicazione che avviene attraverso gli sms.

Considero i social network come dei potentissimi strumenti comunicativi  a patto che non  si sostituiscano all’interazione “face to face”.

Sicuramente possono facilitare la comunicazione per scambiarsi rapide informazioni ma non per scambiarsi opinioni o pensieri profondi.

Un motivo per cui non utlizzo chat e social network si spiega anche analizzando alcuni lati del mio carattere.

Mi ritengo una persona per nulla intuitiva e impulsiva, ma molto riflessiva e introspettiva.

Quando penso ai social network, mi vengono in mente un sacco di pensieri, domande e interrogativi.

I miei dubbi e le mie perplessità , riguardano l’idea di dover condividere quello che faccio con altre persone in maniera indiretta, attraverso un computer.

Amo infatti negoziare e costruire nell’interazione con l’altra persona le mie idee, avendo il tempo di confrontarmi, di potermi spiegare ed esprimere liberamente senza filtri.

In passato ero molto timida e introversa. 

Ora però, ho imparato a relazionarmi con la gente in maniera diversa, ho capito che a volte un sorriso o un atteggiamento accogliente fanno la differenza, e aprono la strada a nuove amicizie.

Da quando ho iniziato a frequentare l’università,  ho imparato a relazionarmi con persone diverse e sono diventanta anche meno timida.

 Ho apprezzato , grazie all’università,  la compagnia e le chiacchere di alcune compagne di corso, con loro quando parlo non mi  sento in imbarazzo, l’università mi ha permesso di mettermi  alla prova sperimentando il gusto di fare conoscenze di persone e mondi diversi.

Credo che il calore delle relazioni umane, non sia trasmissibile da strumenti come le chat o i social network.

Ora non uso forum chat o social network perchè le reputo troppo freddi e impersonali, uso solo sms o delle e-mail per fare delle comunicazioni brevi: tipo scambiare informazioni universitarie con le mie compagne o per organizzare degli incontri o per mettermi d’accordo su orari o incontri.

Rispetto alle chat o ai social network preferisco blog ed e-mail perchè mi permettono di esprimermi meglio e con più calma senza dover essere troppo veloce o sbrigativa nella comunicazione.

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Gli artisti, gli architetti e le forme complesse.

Credo che l’arte sia la disciplina che riesce a rendere al meglio la complessità delle forme e la varietà della realtà e del mondo che ci circonda.

Gli artisti in passato cercavano nelle loro opere di riprodurre con nostalgia, l’ideale della bellezza, cercando di adattarsi e di rifarsi ai canoni che potessero riprodurre ciò che la società amava e apprezzava di più.

Ora penso che sia sempre più difficile per un artista trovare la sua collocazione nella società e trovare un proprio ruolo perchè non è più investito del mandato di rappresentare il prestigio di chi commissionava le opere e che davano all’rtista la possibilità di lavorare e ottenere un proprio posto nella società.

Credo che oggi l’artista, grazie alla sua sensibilità e gli strumenti di cui dispone può rappresentare meglio di altre professioni la complessità della realtà e delle forme.

La forza dell’artista è negli strumenti che possiede, nella sua personalità , originalità ed esuberanza.

Attraverso la molteplicità di tecniche pittoriche, luce, colori e pennelli  e dell’espressività del “gesto pittorico ” può rappresentare la complessità filtrandola atttraverso la sua personalità , le sue idee, la sua sensibilità e la sua visione del mondo.

Altra forma d’arte con cui si può rappresentare la complessità del mondo moderno è la scultura.

Lo scultore attraverso il marmo  plasma e “da vita ” alla materia, creando qualcosa di unico e complesso.

Ritengo che la scultura sia poco valorizzata, poco conosciuta e poco apprezzata come forma d’arte nella società attuale.

La considero però una forma comunicativa poco valorizzata e non abbastanza studiata dalla critica.

Dopo aver analizzato l’azione di scultore e pittori, va riordato e analizzato il ruolo che gli architetti hanno nella gestione e nella creazione di oggetti complessi.

Credo che nell’architettura, a differenza delle altre due forme d’arte, sia molto importante la fase della progettazione di oggetti complessi attraverso disegni tecnici e computer, perchè l’architetto non progetta le sue opere, pensandole in astratto, ma la sua azione serve per migliorare concretamente la vita dell’uomo. 

Facendo anche un rapido excursus del teatro, come forma d’arte, è utile analizzare  il ruolo degli scenografi , che gestiscono le forme complesse e le rendono adatte, alle azioni e ai movimenti degli attori che si muovono sul palco.

Essi devono  anche tenere conto della disposizione  e distribuzione degli spazi , perchè devono riprodurre ambienti complessi e devono essre in grado di dare molteplici sfacettature agli oggette che realizzano e che si trovano sulla scena, perchè devono dare l’idea della complessità del copione della storia. 

Anche quelli che si trovano sulla scena sono oggetti complessi perchè contribuiscono ad aiutare o ad ostacolare le vicende dei  protagonisti.

Nell’editoria, la professione che ha a che fare con oggetti complessi è quella del grafico che è l’esperto delle tecniche di impaginazione poichè :

  1. sfrutta lo spazio cartaceo a disposizione per dare delle informazioni
  2. media la complessità degli oggetti con la sua creatività: cercando di dare al giornale veste estetica accattivante che deve colpire l’occhio del lettore
  3. deve impaginare e organizzare lo spazio a disposizione, con un tocco di personalità e deve organizzare le informazioni in modo tale da catturare l’attenzione del lettore.
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Creatività e gioco nella matematica.

In questo post del blog farò riferimento al primo laboratorio di didattica delle matematica per la scuola dell’infanzia del prof. Lariccia che si basa sulla didattica attiva del ” se faccio capisco” .

Durante il laboratorio ci siamo trovate spesso a lavorare in gruppo perchè lo scopo è quello di creare una rete di concetti condivisi che possano poi essere insegnati e tramandati anche ad altri.

Attraverso un esercizio di metacognizione e di ricerca sul web, tramite la creazione di una mappa concettuale, in cmap Tools, ho avuto modo di riflettere sulle relazioni tra giochi e il web e la matematica.

Soffermandomi e pensare sui momenti di vita vissuti normalmente dai bambini alla scuola dell’infanzia con il mio gruppo, ci siamo rese conto che un bambino di cinque anni nelle sue azioni quotidiane viene a contatto con molte situazioni  di matematica “nascoste”.

Quindi ho intuito che si può educare allo sviluppo del pensiero logico e matematico.

Semplici azioni e situazioni quotidiane, che viviamo con i bambini possono essere trasformate sotto forma di gioco, in opportunità di crescita creative e divertenti.

Esaminando i siti,  ritengo opportuno dire che il web rappresenta “un  potente deposito di memoria” da cui attingere.

 Il web può essere paragonato ad un archivio che “raccoglie la memoria di generazioni attraverso la raccolta di conte, giochi e filastrocche che ci sono state tramandate oralmente dalla tradizione popolare.

Ci siamo poi divertite a cercare delle ” varianti matematiche”a giochi semplici e comuni come conte o filastocche. Mi sono resa conto che  il mondo di internet ha permesso di valorizzare componenti che, in campo pedagogico, “fanno la differenza” nell’apprendimento della matematica:

  1.  l’ interattività
  2.  la creatività,
  3.  il divertimento.

Posso affermare con convinzione che i giochi rappresentano dei potenti “catalizzatori matematici”  che influiscono positivamente sull’apprendimento di tutte la materie ma in particolare della matematica. Il computer e internet, infatti sembrano essere nemiche della noia e della ripetizione meccanica di esercizi, dal momento che propongono giochi coinvolgenti, piacevoli e accattivanti  che sviluppano la formazione del pensiero logico e critico.

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Software per apprendimento

Il gioco è uno strumento utile e divertente e stimola l’apprendimento ma anche la socializzazione.

Questo lo posso dire anche basandomi sulle mia esperienza persinale, ricordo infatti che  giocare con il computer a casa era per me motivo di vero e proprio divertimento e di svago.

Quando gicoavo non mai da sola ma facevo delle vere e proprie gare con i miei genitori e con delle mi compagne di scuola.

 Ricordo con piacere due giochi che da piccola amavo molto e che mi sono rimasti nel cuore ancora oggi :

  1. Gioco dell’Encarta sulle capitali degli stati

2.    Un gioco di logica che mi era stato regalato quando i miei genitori avevano acquistato il primo pc in quarta elementare.

Quando giocavo usando il pc non ne ero inconsapevole, ma ora posso dire che essi stimolavano la memoria, le mie conoscenze e vari tipi di intelligenza come quella logica matematica e naturalistica (gioco dell’Encarta sulle capitali ).

A scuola però non ricordo di aver mai fatto dei giochi con il computer.

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